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RUBRICA COS'È: L'ACCESSO VENOSO PERIFERICO (AGOCANNULA)

COS'È E A CHE SERVE L'agocannula è un mandrino di metallo che introduce un tubicino di teflon o poliuretano dentro una vena. Una volta posizionato, l'ago viene rimosso e rimane solo la plastica morbida. Serve a infondere liquidi, antibiotici o antidolorifici. È il pilastro della terapia domiciliare: senza un accesso venoso valido, la cura semplicemente non arriva dove deve arrivare.

RISCHI E REALTÀ DEI FATTI Le vene non sono infinite. Ogni volta che un accesso venoso "salta" o fa infezione (flebite), quella vena è persa, spesso per sempre. Il rischio è lo stravasamento: il farmaco esce dalla vena e brucia i tessuti circostanti, causando dolore atroce e necrosi. Se la mano del paziente si gonfia come un guantone da boxe, l'infermiere deve intervenire subito. A Catania, con l'umidità della zona ionica, la medicazione si stacca facilmente: se entra sporcizia nel punto di inserzione, il rischio è l'endocardite.

GESTIONE E CONSIGLI DELL'INFERMIERE Un accesso venoso non dovrebbe mai durare più di 72-96 ore se non è di tipo speciale. Va "flussato" (lavato) con soluzione fisiologica dopo ogni utilizzo per evitare che il sangue coaguli e lo ostruisca. Se senti dolore durante l'infusione, non è normale. Un bravo infermiere sceglie la vena giusta, non la più facile, per garantire che la terapia duri tutto il tempo necessario senza bucare il paziente dieci volte.


 
 
 

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