"Il dolore cronico va sopportato con dignità?"
- infermierecatania
- 3 ore fa
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Questa è la bugia più grande che ci hanno insegnato. Il dubbio che usare farmaci forti per il dolore (oppioidi o adiuvanti) porti alla tossicodipendenza o sia "la fine" impedisce a migliaia di persone di vivere una vita dignitosa. La realtà cinica è che il dolore non curato altera la struttura del cervello, causa depressione, insonnia e accelera il decadimento fisico. Soffrire inutilmente non ti rende un eroe, ti rende solo un paziente che guarisce più lentamente.
Come infermiere, mi occupo della gestione del dolore (pain management) a domicilio. La lealtà verso il fatto clinico dice che il dolore è un parametro vitale, esattamente come la pressione o il battito cardiaco. Se il dolore è alto, tutto il resto fallisce. Il mio compito è monitorare l'efficacia della terapia prescritta, gestire gli effetti collaterali e assicurarti che il dosaggio sia quello giusto per te, non quello standard.
Il dubbio "e se poi non ne faccio più a meno?" è superato dalla tecnica medica moderna: le terapie vengono scalate e modulate. Non lasciare che il pregiudizio ti tolga il sonno e il sorriso. La gestione professionale del dolore è un diritto sacrosanto. Intervenire precocemente significa evitare che il dolore diventi una malattia a sé stante, difficile da sradicare. Il dubbio si scioglie quando finalmente torni a riposare. La dignità non sta nel soffrire, ma nel prendersi cura di sé con intelligenza e supporto professionale.



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